Testi di approfondimento, film e materiali vari

CONTRIBUTI SCIENTIFICI

Ulteriori informazioni sulla persecuzione degli Jenisch e dei Sinti si trovano in pubblicazioni scientifiche. Abbiamo preparato un elenco di letture consigliate.

FILM E BREVI VIDEO

Appello contro la discriminazione oggi

Nell’area di sosta Buech a Berna il Sinto Jakub Winter riflette sulla discriminazione e sull’emarginazione, e per questo rivolge un appello alla Svizzera: «Smettete di discriminarci!»

Jakub Winter auf dem Standplatz Bern Buech

Film «Ruäch. Eine Reise ins jenische Europa» [Gadjo. Un viaggio nell'Europa jenisch] (in lingua tedesca)

Una troupe cinematografica viaggia per diversi anni attraverso l’Europa per esplorare il mondo degli Jenisch. Il documentario racconta un viaggio dalle banlieue della Savoia fino alle foreste della Carinzia e mostra incontri con persone della comunità jenisch che parlano delle loro esperienze, del loro amore per la libertà e delle profonde ferite del passato.

Un documentario svizzero di Andreas Müller, Simon Guy Fässler e Marcel Bächtiger.

Film «Jung und jenisch. Ein Jahr mit Schweizer Zigeunern auf Achse» [Giovane e jenisch. Un anno in viaggio con gli zingari svizzeri] (in lingua tedesca)

Pascal, Miranda, Jeremy e Franziska sono veri Jenisch. Hanno tra i 17 e i 25 anni, amano le auto grandi e potenti e hanno deciso di vivere per sempre in viaggio, proprio come molti altri giovani Jenisch. Hanno bisogno di libertà e lottano per ottenerla. Mostrano un mondo che rimane normalmente precluso alla popolazione sedentaria. Un modo di vivere diverso, eppure molto svizzero. 

Un film di Martina Rieder e Karoline Arn.

(testo: rielaborazione della sinossi dal sito web di Martina Rieder).

Film «Unerhört jenisch – Das Geheimnis des besonderen Sounds» [Sound jenisch – Il segreto di un sound particolare] (in lingua tedesca)

Gioca con l’immagine dello zingaro e intuisce le sue radici jenisch: Stephan Eicher. La traccia conduce alle montagne dei Grigioni, alle famiglie che vi si erano trasferite e alla loro musica da ballo ormai leggendaria.

Tra queste famiglie jenisch vive una tradizione musicale poco nota, che influenza la musica popolare svizzera, cerca il blues, brilla nella chanson e si ribella nel punk. Ma il film racconta anche una storia di discriminazione e persecuzione, che ha costretto i musicisti al silenzio. Un film sul segreto di un sound particolare.

(testo dal sito web di Martina Rieder).

Un film di Martina Rieder e Karoline Arn. Uno dei documentari svizzeri di maggior successo, uscito nelle sale nel 2017.

MATERIALE DIDATTICO

«Jenisch – Sinti – Rom. Zu wenig bekannte Minderheiten» [Jenisch – Sinti – Rom. Minoranze poco conosciute]

In un manuale pubblicato nella primavera del 2023 e in un testo di accompagnamento, Jenisch, Sinti e Rom residenti in Svizzera raccontano la loro vita. Si tratta del primo manuale didattico dedicato a queste minoranze; è stato curato da un gruppo di lavoro come iniziativa dal basso, con la partecipazione di membri delle minoranze interessate.

Il manuale «Jenisch – Sinti – Rom. Minoranze poco conosciute» è adatto per l’insegnamento nel secondo ciclo della scuola primaria, in particolare a partire dalla quinta classe. È un'offerta open source scaricabile dal sito web della SET - Fondazione Educazione alla tolleranza (in lingua tedesca).

La pubblicazione cartacea di accompagnamento «Jenisch – Sinti – Rom» offre uno sguardo approfondito sui progetti di vita e sulla quotidianità di queste minoranze. Non è rivolta solo a insegnanti, scolare e scolari, ma anche a un pubblico più ampio interessato all’argomento; è disponibile presso Münsterverlag.

Un’intervista con un rappresentante dell'Alta scuola pedagogica di Zurigo (in lingua tedesca) offre ulteriori approfondimenti sugli obiettivi e i contenuti del manuale.

ROMANZI E SAGGI

Isabella Huser, Zigeuner. [Zingari] Bilgerverlag, 2021 (in lingua tedesca).

«Esiste un’immagine della Svizzera prima della lettura di questo romanzo e una nuova dopo». Sono gente del posto, tra l'altro con la pelle chiara e gli occhi azzurri. Una famiglia svizzera di musicisti, jenisch. Ovunque si esibiscano, il tredicenne al clarinetto e la madre al contrabbasso sono le stelle della serata. Suonano musica popolare, vivono in una casetta in un paese sopra il lago di Zurigo, dove i figli vanno a scuola. Finché devono fuggire: la madre arriva di corsa scarmigliata, fa scappare i figli, da soli. Lei e il padre fermeranno i funzionari in quella sera di primavera del 1929. I bambini fuggirono soli nella notte e si salvarono dalla stretta dei persecutori, che strapparono centinaia di bambini jenisch alle loro famiglie. Così accadde in Svizzera, dove le sottrazioni di minori continuarono fino alla primavera del 1972 – quando la figlia di uno dei bambini fuggiti nel 1929, ormai tredicenne, venne a sapere dal giornale che il racconto del padre sulla fuga dei bambini non era una storia inventata. Con le sue ricerche, Isabella Huser ha ricostruito i destini della famiglia jenisch paterna e si è imbattuta in materiali che risalgono alla nascita della Svizzera moderna nel XIX secolo. »Zigeuner« è un fulminante affresco di storia contemporanea, colmo di vita e di puro orrore. (testo della casa editrice)

Willi Wottreng, Jenische Reise. Eine grosse Erzählung [Viaggio jenisch. Un grande racconto], Bilgerverlag, 2020 (in lingua tedesca).

Willi Wottreng dipinge, in splendide sequenze, il viaggio di Anna di Lorena, che ha quasi mille anni, dall’Ungheria, passando per Anversa fino a Tessalonica e nel cuore delle valli alpine svizzere. Un viaggio attraverso i secoli. Anna è una Jenisch. Nel linguaggio popolare e tra i sedentari veniva chiamata, in modo dispregiativo, nomade, zingara o persino vagabonda. Jenische Reise oscilla in una zona crepuscolare tra fantasia e realtà, è un vibrante arazzo di immagini intessute da mille fili, che racconta la cultura leggendaria di un popolo che oggi in Europa costituisce una comunità transnazionale: gli Jenisch. Willi Wottreng narra la storia secolare di questa minoranza poco conosciuta come non era mai stata raccontata prima. Un omaggio alla gente di strada, che non possedeva nulla e viveva nella povertà. La povertà è il terreno sul quale si è formata l’Europa. In questo modo, Wottreng va oltre: Jenische Reise è una storia europea, la storia dell’Europa dal basso. (testo della casa editrice)

Willi Wottreng, Zigeunerhäuptling. Vom Kind der Landstrasse zum Sprecher der nomadi – Das Schicksal des Robert Huber. [Capo zingaro. Da bambino della strada a portavoce dei nomadi – Il destino di Robert Huber] Orell Füssli Verlag, Zurigo 2010 (in lingua tedesca).

Robert Huber, oggi 76enne, subì un collocamento coatto e finì in un penitenziario tra i criminali. Fu una delle vittime dell'Opera assistenziale «Bambini della strada» , uno dei capitoli più bui della storia della Svizzera. Tra il 1926 e il 1972 la Fondazione Pro Juventute strappò centinaia di bambine e bambini ai loro genitori per allontanarli dalla cultura dei nomadi. Robert Huber non si lasciò sopraffare, al contrario: ritrovò gradualmente le sue radici. Si oppose alla soppressione della cultura dei nomadi e, come presidente della Radgenossenschaft der Landstrasse, lottò per i loro diritti. Sotto la sua guida si sono verificati eventi importanti, come le scuse del Consiglio federale per i collocamenti coatti e il riconoscimento dei nomadi come minoranza nazionale. La sua vita rappresenta in modo emblematico la storia degli Jenisch in Svizzera e della loro crescente autocoscienza: è una storia di successo. (testo della casa editrice)

CULTURA DELLA MEMORIA

Volti della memoria

La piattaforma online «Volti della memoria» è un progetto realizzato congiuntamente da persone che hanno subito misure coercitive a scopo assistenziale e collocamenti forzati, da storiche e da storici. Interviene anche la Jenisch Ursula Waser, che dice: «Stavo bene, fino al giorno in cui ho letto il mio dossier».

«Testimonianza commemorativa» del Canton Berna. Ricorda il periodo delle misure coercitive a scopo assistenziale e dei collocamenti extrafamiliari prima del 1981.

Il Canton Berna vuole dare un segnale, un segnale di partecipazione e di memoria.

Con ciò risponde a una sollecitazione del Consiglio federale, che nella legge federale sulle misure coercitive a scopo assistenziale e i collocamenti extrafamiliari prima del 1981 (LMCCE) si aspetta dai Cantoni la creazione di simili testimonianze commemorative.

La «testimonianza commemorativa» del Canton Berna non consiste in un monumento in una delle aree storicamente significative tra l’Oberland e il Giura, ma si si realizza laddove hanno vissuto e sofferto le decine di migliaia di vittime: nelle fattorie, nei villaggi e nelle città di tutto il Cantone.

In un processo partecipativo la Fondazione Un futuro per i nomadi svizzeri e la Fondazione Naschet Jenische hanno elaborato un manifesto (in lingua tedesca).